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La genesi di COSMO-SkyMed

22 giugno 2010

Tra il 1994 e il 1995 furono presentate all’ASI alcune proposte, di iniziativa industriale, che, partendo dall’esperienza dell’X-SAR, ipotizzarono lo sviluppo di applicazioni basate su satelliti per osservazioni della terra. Tra queste emersero il progetto COSMO, proposto da Alenia Spazio ed il progetto SkyMed, proposto da FIAR.

La situazione gestionale e finanziaria dell’ASI era però notevolmente compromessa, tale da rendere necessario un intervento legislativo per il “risanamento dell’Agenzia spaziale italiana” (L. 31 maggio 1995, n. 233). La legge  prevedeva l’affidamento dell’amministrazione sia ordinaria che straordinaria dell’ASI ad un amministratore straordinario (l’incarico fu affidato all’ing. Silvano Casini). In tale periodo, a seguito alla ricognizione degli impegni presi dall’ASI negli anni passati, emerse un disavanzo dell’ordine di 1300 miliardi di lire, in gran parte derivante dalle cosiddette latenze, ovvero impegni di fatto esistenti, ma assunti in assenza di deliberazione o contrattualizzazione da parte degli organi dell’Agenzia.  Fu perciò approntato un piano di rientro, all’interno del quale non risultavano margini per l’avvio di un programma di ampio respiro. Grazie anche all’impulso dell’amministratore straordinario, fu però stanziato (art.7 legge 8 agosto 1996, n. 421) un importo di 60 miliardi di lire per un “Programma di osservazione satellitare”. Ciò rese possibile la formulazione di un progetto basato sulla fusione delle proposte industriali, allora denominato SkyMed-Cosmo.

Di seguito è riportato uno stralcio del piano decennale 1996-2006 (che, di fatto, fu la base dei piani quinquennali di seguito elaborati), come proposto dall’amministratore straordinario.

Questo programma rappresenta il perno intorno al quale l’ASI intende impostare lo sviluppo nazionale delle Osservazioni della Terra. L’importanza di un sistema satellitare dedicato alla gestione delle risorse marine e terrestri e al monitoraggio dell’ambiente e delle catastrofi ha spinto il Governo allo stanziamento di fondi aggiuntivi rispetto alla ordinaria dotazione dell’ASI.

Il programma è anche una valida risposta a posizioni di monopolio in ambito europeo che potrebbero marginalizzare l’Italia in un settore che si prevede possa diventare, già nel breve termine, fondamentale per l’economia e la politica internazionale.

É opportuno che esso si collochi in un quadro di riferimento che ne massimizzi le potenzialità tramite la definizione della missione mediante confronto con i potenziali utilizzatori.

Lo sviluppo e la realizzazione del programma Skymed/Cosmo si inquadra in un ambito di cooperazione internazionale che prevede una fase di fornitura ad altri Paesi dei servizi forniti dal sistema, con particolare riguardo a quelli che si affacciano sul Mediterraneo.

Il progetto Skymed/Cosmo si inserisce in un’area di utenza non servita dagli altri sistemi attualmente operativi (alta risoluzione, elevata frequenza di rivisitazione, flessibilità` nell’analisi spettrale dei sensori di bordo); promuove pertanto il mercato legato alle applicazioni sia commerciali che scientifiche, offrendo una vasta gamma di prodotti innovativi (tutela ambientale, protezione civile, difesa del suolo, mappatura del territorio, etc.) in grado di rispondere a una utenza ampia e differenziata.

Il sistema è composto da un segmento spaziale e da un segmento terrestre.

Il segmento spaziale prevede l’utilizzo di una costellazione di satelliti equipaggiati con sensori ottici ad alta risoluzione geometrica e spettrale, e con sensori radar a microonde di alta risoluzione.

E’ possibile identificare un elenco preliminare della strumentazione da imbarcare sui satelliti ottici: a) sensore pancromatico nel visibile ad alta risoluzione spaziale, b) spettrometro nel visibile ad alta risoluzione spettrale, c) sensore nell’infrarosso. Sui satelliti SAR appare idoneo imbarcare un radar coerente in banda X.

L’associazione di un sistema ottico e un sistema radar, unitamente alla scelta di una costellazione di piccoli satelliti, rende Skymed/Cosmo un sistema con capacità “ogni tempo” con intervalli di rivisitazione sufficientemente brevi.

Il segmento di terra, oltre alle sue componenti “classiche” prevede una parte innovativa rappresentata dal “Centro di Elaborazione Dati”.

Quest’ultimo, dotato di una architettura flessibile e aperta, che consenta cioè l’accesso simultaneo a una utenza diversificata, assolverà le seguenti principali funzioni:

  • gestione degli archivi dati
  • distribuzione dei dati grezzi, semielaborati e/o elaborati
  • integrazione ed elaborazione di dati provenienti da fonti diverse (aereo, terra, altri satelliti).

Il Centro servirà l’utenza tramite reti ad alta velocità di terra e/o mediante l’uso di satelliti TLC.

In tal senso il sistema Skymed/Cosmo potrà fungere da catalizzatore per lo sviluppo di infrastrutture di Telecomunicazioni del futuro, quali le “autostrade informatiche multimediali”, utilizzando i satelliti ITALSAT e/o sistemi futuri da essi derivati; similmente il satellite ARTEMIS potrebbe essere utilizzato per svolgere funzioni di “Data Relay”.

In aggiunta agli aspetti precedentemente esposti, il programma Skymed/Cosmo, consentirà`:

  • un ruolo guida italiano, in un quadro di riferimento internazionale, con acquisizione di capacita` sistemistiche nazionali nel campo del telerilevamento;
  • il consolidamento delle conoscenze e delle tecnologie già acquisite e lo sviluppo di tecnologie innovative di valenza strategica;
  • la stimolazione, in ambito nazionale ed estero, del mercato relativo a prodotti italiani ad alto valore aggiunto.

Fa piacere rileggere oggi la previsione, avveratasi, di un ruolo guida italiano, in un quadro di riferimento internazionale, con acquisizione di capacita` sistemistiche nazionali nel campo del telerilevamento.


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Tags: agenzia spaziale italiana, alenia spazio, COSMO-SkyMed, fiar, X-SAR
Categorie: aerospace, miscellany, strategies | Commenti (1) | Edit

Un commento a “ La genesi di COSMO-SkyMed”

  1. Silvano Casini scrive:

    Tutti insieme eravamo proprio bravi, e ho il ricordo di collaboratori assolutamente straordinari. Chissà cosa saremmo riusciti a fare se non fosse arrivato il ministro Luigi Berlinguer.

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